Introduzione

  • Negli ultimi decenni le popolazioni naturali di riccio di mare sono state sottoposte ad un eccessivo sfruttamento a causa della crescente richiesta del mercato europeo e mondiale;
  • I ricci rappresentano un prelibato cibo stagionale nei paesi del Mediterraneo, soprattutto in Italia ed in particolare lungo le coste pugliesi, campane e siciliane;
  • I banchi di Paracentrotus lividus sono in esaurimento ed è già stata riscontrata nei banchi naturali una riduzione della taglia media e della biomassa degli esemplari;

Echinocoltura

  • Forme di acquacoltura sostenibile che possano favorire il mantenimento, la stabulazione e la produzione del riccio di mare, rappresentano un obiettivo di numerose ricerche nazionali e non;
  • Gli studi a sostegno dell’echinocoltura sono relativamente recenti e condotti hanno individuato la composizione ottimale della dieta (in termini di percentuale di proteine, lipidi e carboidrati) per ottenere una crescita veloce delle gonadi;
  • E’ indubbio che la definizione di una dieta è fondamentale per il sostegno a potenziali iniziative di echinocoltura;

Criticità generali

  • Il principale limite allo sviluppo dell’echinocoltura è dato però dal fatto che le gonadi degli esemplari allevati con mangimi artificiali, pur raggiungendo la grandezza e la maturazione sessuale in tempi anche più brevi degli esemplari in natura, non posseggono una qualità accettabile per il consumatore, in termini di:

a. gusto
b. consistenza tissutale
c. colore

Criticità gestionali

  • D'altra parte la somministrazione di diete in allevamento (sia in impianti a terra che in co-coltura) risulta particolarmente complessa e costosa, tanto da ostacolare il passaggio dalle prove sperimentali condotte in scala laboratorio ad allevamenti su larga scala;
  • E' pertanto determinante il coinvolgimento dei pescatori e delle cooperative di pesca per contenere i costi di ricerca e della potenziale gestione degli allevamenti;
  • Al pari è fondamentale l’interessamento attivo delle istituzioni preposte alla gestione della costa e delle salute dei prodotti ittici (Comuni, Capitanerie di Porto, Province, Regioni, ASL etc.);

Convergenze

  • Lo sviluppo di sistemi di allevamento del riccio di mare devono:
  • Coniugare le esigenze dei produttori con le richieste dei consumatori;
  • Tenere conto della sostenibilità ambientale;
  • Permettere la gestione ottimale delle risorse biologiche naturali;
  • Coinvolgere i pescatori professionali;
  • Interessare tutti gli stakeholders

Il progetto ARMA

  • Sono state condotte indagini e valutazioni sperimentali in laboratorio e in mare, con il coinvolgimento di pescatori professionali, al fine di verificare la fattibilità tecnica ed economica di una tecnologia innovativa, con lo scopo ultimo di sviluppare produzioni in condizioni simili a quelle reali del settore produttivo in ambiente marino.

Obiettivi

  1. Sperimentare tecniche per l’allevamento e la commercializzazione del riccio di mare;
  2. Introdurre innovazioni di processo e di prodotto relativamente all’allevamento del riccio di mare;

In particolare, sono stati valutati opportunamente i seguenti aspetti:

  1. Sopravvivenza e crescita dei ricci, all’interno di gabbie sperimentali off shore;
  2. Resistenza e durata dei biocompositi in ambiente marino;
  3. Selezione di biopolimeri multifunzionali;
  4. Effetto di diete diverse sulla qualità delle gonadi;

Gli attori

Con Determinazione n. 133 del 14/10/2011 del Servizio Caccia e Pesca della Regione Puglia, il progetto ARMA veniva ammesso a finanziamento

attori

Attività

Avvio: dicembre 2011
Conclusione: novembre 2013
Durata 24 mesi

grafico1

Fase tecnico - operativa

Presentazione e video di Cataldo Licchelli

Relazione

Sopralluogo area ARMA

Alimentazione

Salpamento primi prototipi

Risultati

I gruppi di ricci sono stati stabulati all’interno di nasse speciali, posizionate a circa 12 metri di profondità in mare aperto. Gli animali sono stati alimentati con due diete artificiali a base di krill e farina di aringhe ed una dieta naturale a base di foglie di Posidonia oceanica.

I risultati conseguiti mostrano chiaramente un maggiore sviluppo gonadico nei due gruppi alimentati con le diete artificiali.

Le analisi effettuate da un panel di esperti ed in laboratorio, attraverso una strumentazione elettronica (naso elettronico), hanno evidenziato che il colore delle gonadi dei ricci appartenenti ai gruppi alimentati con diete artificiali era comparabile a quello degli animali alimentati con Posidonia; differenze sono, invece, state registrate fra i due gruppi per quanto riguarda il profilo olfattivo.

I risultati del progetto dimostrano che la specie Paracentrotus lividus può essere addomesticata e divenire oggetto di forme di acquacoltura sostenibile che, seppur limitata per il momento alla sola fase di stabulazione in contesti naturali, può generare reddito per le imprese di pesca diversificandone l’attività e riducendone lo sforzo di pesca in generale.

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